COMUNICATO STAMPA
CERNOBBIO. DE TILLA, OUA: "Basta polemiche sterili, la crisi della nostra giustizia è una grande questione democratica. Dal ministro Alfano è giunta oggi grande attenzione al nostro DECALOGO di proposte:
previsto un incontro per mercoledì prossimo"
A margine dei lavori del Workshop dell'European House Ambrosetti, a Cernobbio, il presidente dell’ Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana-Oua, Maurizio de Tilla, è intervenuto sul “Processo Breve” e rivolgendosi al ministro di Giustizia, Alfano, ha sottolineato la necessità che si apra un confronto serio sullo stato di grave crisi della nostra macchina giudiziaria e sulle ricadute quotidiane sui cittadini e sulla competitività del Paese: il dialogo riparta dal DECALOGO di proposte presentato dall’Oua.
Grande attenzione del guardasigilli e un primo riscontro: mercoledì prossimo (alle 15) il ministro Alfano incontrerà a Roma il presidente dell’Oua, De Tilla.
«L’Italia – ha sottolineato de Tilla - non ha bisogno di altre polemiche sulla giustizia o sul “processo breve” ha necessità, invece, di un clima di sereno confronto e di proposte concrete che diano risposte efficaci ad un sistema giustizia in stato comatoso. Noi chiediamo che su questa grande questione democratica e nazionale si mettano da parte le sterili contrapposizioni e si affermi un metodo di dialogo trasversale agli schieramenti e che coinvolga tutti gli attori del sistema: avvocatura, magistratura togata e laica, dirigenti e funzionari dei tribunali. L’Oua ha già avanzato un decalogo di proposte concrete con una filosofia di fondo: innovazione tecnologica, modernizzazione, managerialità, centralità dei diritti del cittadino, parità di ruoli tra avvocati e magistrati».
«Consideriamo positivo l’impegno del ministro Alfano sul fronte degli investimenti – ha concluso - ma non basta. Attendiamo dall’incontro previsto mercoledì prossimo una maggiore attenzione al nostro DECALOGO (di seguito) e un ripensamento su alcune iniziative legislative sbagliate, come la mediaconciliazione obbligatoria».
Cernobbio, 5 settembre 2010
DECALOGO OUA PER LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
1. Più consistenti risorse economiche e materiali da gestire senza sprechi negli apparati amministrativi delle sedi giudiziarie;
2. Assunzione di uno o più manager in ciascuno dei medi e grandi uffici giudiziari per gestire con efficienza “l’Azienda giustizia”;
3. Applicazione generalizzata del “Metodo Barbuto” che ha dato positivi risultati negli uffici giudiziari dove è stato applicato;
4. Incremento della produttività del lavoro dei giudici, accompagnato da un numero maggiore di magistrati togati e dall’istituzione della figura dell’assistente del giudice (da individuare tra gli idonei al concorso in magistratura e i giovani avvocati che hanno conseguito a livello distrettuale i primi venti posti in una ideale graduatoria degli esami di avvocato);
5. Recupero dei magistrati sottratti al proprio ruolo eliminando così i distaccamenti presso ministeri o enti;
6. Individuazione di una nuova figura di giudice laico da valutare con un accesso rigoroso e selettivo;
7. Diffusione su tutto il territorio nazionale dell’informatizzazione degli uffici giudiziari e del processo telematico;
8. Drastica riduzione dei riti (su questo il Governo sta lavorando), unificandoli in due, massimo tre modelli procedurali;
9. Modifica dell’art. 111 della Costituzione stabilendo che possono essere impugnate per cassazione le sentenze di appello, fatta eccezione: a) per quelle pronunciate in 1° grado dal Giudice di Pace, escluse le ipotesi di cui all’art. 7 comma 2° nel caso in cui la sentenza pronunci la condanna al pagamento per un importo superiore alla competenza stabilita al suo 1° comma; b) per quelle pronunciate nei giudizi ex art. 440 c.p.c.; c) per quelle pronunciate nei procedimenti ex art. 22 bis comma 1° l. 689/81; d) per quelle pronunciate nei procedimenti ex art. 3 l. 89/2001.;
10. Sul piano della modifica delle regole processuali:
- abrogare la media-conciliazione obbligatoria e intensificare il potere conciliativo del giudice anche nella fase precontenziosa da istituire in grado di appello;
- introdurre la possibilità per il difensore di compiere anche nel processo civile, e con le medesime cautele del processo penale, indagini difensive, sì da potersi previamente rendere conto della fondatezza in fatto di un’azione giudiziaria, prima ancora di intraprenderla;
- eliminare l’istituto del regolamento di competenza.
La Rassegna Stampa Oua è curata da Claudio Rao e Luigi Giamberini