COMUNICATO STAMPA
LUNGHEZZA DEI PROCESSI, MAURIZIO DE TILLA, OUA, RISPONDE A PIERCAMILLO DAVIGO: “L’EQUAZIONE LENTEZZA DELLA GIUSTIZIA-ALTO NUMERO DEGLI AVVOCATI È FUORVIANTE E BANALE!”
Maurizio de Tilla, presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana, critica il ricorso alle semplificazioni sui problemi della giustizia italiana e replica alle affermazioni rilasciate del consigliere di Cassazione, Piercamillo Davigo, a Cernobbio, al Workshop dell'European House Ambrosetti: «Ieri – racconta de Tilla - eravamo presenti quando il consigliere di Cassazione, Piercamillo Davigo ha esplicitato la sua visione della crisi della giustizia e siamo rimasti interdetti per la supponenza con cui ha affermato che tutto ciò è conseguenza della troppa presenza di avvocati “e dai troppi processi che pendono e che rendono”. Un’idea che non risponde alla realtà dei fatti e che dimostra una conoscenza poco approfondita dei tribunali, piccoli e grandi, e dello stato di sofferenza e disagio che accomuna, invece, avvocati e giudici, dirigenti e lavoratori del settore: tutti in prima linea, ogni giorno, con un contenzioso che cresce e con una mortificazione costante dei diritti dei cittadini, delle imprese e del proprio lavoro».
«Che poi gli avvocati siano tanti – ha continuato - noi siamo i primi a dirlo, tanto è vero che siamo impegnati affinché si approvi rapidamente la legge di riforma forense e si definisca un provvedimento di selezione e di accesso programmato nella facoltà di legge per la professione di avvocato. Proposta avanzata dall’Oua proprio a Cernobbio, anche al ministro Gelmini».
«Non solo – ha concluso de Tilla - già in quella sede abbiamo esposto le nostre perplessità e le nostre osservazioni al dottor Davigo, facendo presente la grande convergenza avuta anche con i magistrati, e per inciso con l’Anm, sui problemi della nostra macchina giudiziaria, a partire dalla lunghezza dei processi, e sulle possibili soluzioni da trovare. Proprio in quell’occasione gli abbiamo consegnato il “Decalogo” di proposte dell’Oua che è una buona base di partenza per una riflessione seria e senza preconcetti sulla riorganizzazione manageriale dei tribunali (metodo Barbuto), su forme incisive di conciliazione extragiudiziaria, sul processo telematico, sulla riforma della magistratura onoraria, sul potenziamento dell’ufficio del giudice. Purtroppo, evidentemente questa prova di confronto è rimasta lettera morta, ma si sa per dialogare bisogna essere in due, ed in questo caso così non è stato»
Roma, 6 settembre 2010
La Rassegna Stampa Oua è curata da Claudio Rao e Luigi Giamberini