COMUNICATO STAMPA
GIUSTIZIA, L’OUA HA INCONTRATO IL MINISTRO ALFANO
MAURIZIO DE TILLA, OUA: “GRANDE ATTENZIONE AL DECALOGO SULLA GIUSTIZIA, APERTURE ALLE RAGIONI DELL’OUA SULLA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA”
Oggi alle 15 una delegazione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana-Oua composta dal presidente, Maurizio de Tilla, dai vice presidenti, Antonio Giorgino e Luca Saldarelli, dal segretario Giuseppe Lepore, ha incontrato il ministro di Giustizia, Angelino Alfano. L’Oua ha presentato il Decalogo di proposte per la riforma della giustizia (civile e penale), illustrato il progetto sull’avvocatura “soggetto costituzionale” e per il giudice laico. Tra i temi trattati anche le ragioni di opposizione alla media conciliazione obbligatoria.
«Grande attenzione dal ministro Alfano alle ragioni dell’avvocatura – ha spiegato de Tilla – Il Decalogo di proposte presentato dall’Oua può diventare la “road map” del confronto per una riforma condivisa della giustizia. Abbiamo esposto al ministro che bisogna puntare su innovazione tecnologica, modernizzazione, managerialità e sulla centralità dei diritti del cittadino. Le principali richieste sono un aumento delle risorse economiche e materiali da gestire e un impegno contro gli sprechi negli apparati amministrativi delle sedi giudiziarie; l’assunzione di manager in ciascuno dei medi e grandi uffici giudiziari per gestire con efficienza “l’Azienda giustizia”.L’applicazione generalizzata di modelli di riorganizzazione, best practices, come nel tribunale di Torino (guidato dal dott. Barbuto), che hanno dato concreti risultati negli uffici giudiziari dove sono stati applicati. È inoltre utile un incremento della produttività del lavoro dei giudici, accompagnato da un numero maggiore di magistrati togati e dall’istituzione della figura dell’assistente del giudice (da individuare tra gli idonei al concorso in magistratura e i giovani avvocati che hanno conseguito a livello distrettuale i primi venti posti in una ideale graduatoria degli esami di avvocato). Da ridefinire la figura di giudice laico, da valutare con un accesso rigoroso e selettivo. È importante, inoltre, potenziare la diffusione su tutto il territorio nazionale dell’informatizzazione degli uffici giudiziari e del processo telematico. Infine è necessaria una drastica riduzione dei riti, unificandoli in due, massimo tre modelli procedurali».
«Ma abbiamo chiesto – ha continuato - anche un ripensamento su alcune iniziative legislative che invece vanno nella direzione sbagliata, come la mediaconciliazione obbligatoria, la rottamazione del pendente civile attraverso l’istituzione di figure come l’ausiliario del giudice o il filtro in Cassazione, che come conferma una sentenza di ieri, della stessa Corte, è da abrogare ed, con tutta evidenza, è da sostituire con una norma costituzionale che riduca l’ipotesi di ricorso. Su tutte queste questioni il ministro ha mostrato disponibilità al confronto e attenzione alle osservazioni dell’Oua».
«Abbiamo ricordato al Ministro Alfano – ha aggiunto - che su un suo stesso invito, a suo tempo abbiamo prospettato un progetto condiviso di riforma dell’ordinamento forense che giace per inerzia nell’Aula del Senato senza fissazione del prosieguo della discussione. Abbiamo auspicato che il ddl mantenga quei requisiti di rigore, fondamentali per rilanciare la professione, con la previsione di rigidi requisiti nell’accesso e di flussi programmati all’università».
«Abbiamo chiesto – ha concluso il presidente Oua - che si dia un impulso al disegno di legge presentato alla Camera sulla esplicita costituzionalizzazione del “Soggetto Avvocatura” nella Giurisdizione insieme al “Soggetto Magistratura” già presente nella Carta costituzionale. Serve quindi una riforma dell’ordinamento che dia parità di ruolo ad avvocati e magistrati, che separi le carriere e che inserisca gli avvocati nei consigli giudiziari».
Roma, 8 settembre 2010