COMUNICATO STAMPA
GIUSTIZIA, DIALOGO APERTO TRA OUA E ANM
MAURIZIO DE TILLA: AVVOCATI E MAGISTRATI SI CONFRONTANO SUL DECALOGO DELL’OUA, MOLTI I PUNTI DI ACCORDO
Il Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana, Maurizio de Tilla, all’indomani degli incontri avuti con il ministro di Giustizia, Angelino Alfano e con il responsabile del Forum Giustizia del Pd, Andrea Orlando, evidenzia il consenso crescente al Decalogo di proposte per la riforma della giustizia, presentato in questi giorni, e incassa anche un'altra adesione di peso, quella dell’Associazione Nazionale Magistrati.
«È importante sottolineare il consenso espresso del presidente dell’Anm, Luca Palamara al Decalogo dell’Oua – ha dichiarato de Tilla – è un ulteriore passo in avanti rispetto al Patto per la giustizia che abbiamo sottoscritto l’anno scorso con tutti gli operatori del settore, ed è la prova di un modo diverso e costruttivo di affrontare la crisi della nostra macchina giudiziaria. Il Decalogo di proposte vuole essere una base di discussione, ma il nostro sforzo è quello di fissare alcuni punti concreti, una “road map” su cui si possa lavorare sin da domani. L’attenzione avanzata dal ministro Alfano, quella espressa dal Forum Giustizia del Pd e il consenso dell’Anm fanno ben sperare. Nelle prossime settimane incontreremo l’Associazione Nazionale Magistrati e continueremo ad incontrare esponenti del governo, delle forze politiche e del mondo produttivo, a partire dal Ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, e dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Il nostro obiettivo è coinvolgere tutte le forze vive del Paese in un grande Patto per la giustizia e per il rilancio della competitività del paese.
«La convergenza avuta anche con l’Anm sui problemi della giustizia- ha aggiunto il presidente Oua - a partire dalla lunghezza dei processi e dell’eccessivo carico pendente, dimostrano che certe semplificazioni sui problemi del settore, come quelle espresse dal dottor Davigo, che riducono tutti i problemi della macchina giudiziaria alla presenza di troppo avvocati, sono marginali e non centrano i veri problemi. Noi auspichiamo invece una riflessione seria e senza preconcetti sulla riorganizzazione manageriale dei tribunali (come fatto al tribunale di Torino, il cosiddetto metodo Barbuto), su forme incisive di conciliazione extragiudiziaria, sul processo telematico, sulla riforma della magistratura onoraria, sul potenziamento dell’ufficio del giudice»
Infine de Tilla, ha voluto fare una precisazione rispetto agli incontri di ieri sulla media conciliazione-obbligatoria e sulle tariffe professionali: «Siamo aperti al confronto, ma sia chiaro che la condizione necessaria per avviare un restyling del sistema tariffario, è quella di ristabilire le tariffe minime abrogando quelle parti della legge sulle liberalizzazioni che hanno fortemente danneggiato i professionisti, e i più giovani in particolare. In quanto alla media conciliazione obbligatoria vogliamo ricordare i nodi critici del decreto legislativo, che non prevede nella fase di media-conciliazione l’assistenza necessaria dell’avvocato; che pone l’avvocato in una situazione di sfiducia e di sospetto prescrivendo una obbligatoria dichiarazione scritta del cliente sull’avvenuta informativa; che fissa la media-conciliazione obbligatoria per più dell’ottanta per cento dei processi, che rimarranno, di conseguenza, paralizzati almeno per un anno, con ulteriore discredito della giustizia e, quindi, dell’avvocatura; che non individua nel mediatore un soggetto dotato di preparazione giuridica; che infine affida a questa imprecisata e ibrida figura il potere di formulare un progetto di accordo che, se non viene accettato, può produrre effetti penalizzanti per la difesa giudiziaria del cittadino»
Roma, 9 settembre 2010